Ho lanciato il sasso, ed ora non voglio nascondere la mano, anche se il tempo è poco…
Il fatto di aver dato un po’ di ragione ad Auri non significa che non creda in assoluto nel lavoro di gruppo. Del resto per anni – sia come insegnante che come formatore – ho decantato le taumaturgiche proprietà del cooperative learning. E credo che nessun addetto ai lavori ignori che la fonte di apprendimento principale dei ragazzi è rappresentata dai ragazzi stessi (apprendimento fra pari, reciprocal teaching, dinamiche di gruppo, atteggiamenti da branco…). E credo, ancora, che nessun addetto ai lavori ignori che nel futuro lavorativo dei nostri ragazzi ci sta la capacità di lavorare in team. Dunque, ancora una volta, il problema non è il COSA si fa (il lavoro di gruppo è utile, è auspicabile e può essere efficace ed efficiente), ma il COME si fa (occorre pensarlo bene, organizzarlo bene, monitorarlo bene, valutarlo bene…). Un po’ il discorso che vado facendo da tempo sulle nuove tecnologie: piuttosto di usare malino le nuove tecnologie, meglio usare benino la biro, il gesso e la parola. Piuttosto che usare malino le strategie cooperative, meglio usare benino le strategie individualiste. Ciò non toglie, però, che un buon lavoro di gruppo è (sarebbe) utile sia per i gregari (che apprendono per imitazione) che per i leader (che imparano a governare il team). Tutti noi ammiriamo Maradona o Kaka, ma a vincere è sempre la squadra. Un buon leader, cara Auri, non è quello che lavora ANCHE PER gli altri, ma quello che fa lavorare ANCHE gli altri (e questo vale anche per il prof., soprattutto per quei prof – come il sottoscritto – che vorrebbero gestire la classe come una squadra e la scuola come un campionato.

qui le do ragione il problema è proprio il COME..ma ribadisco che la colpa non del COME il prof lavora ma del COME INTERAGISCONO I COMPAGNI TRA DI LORO..perchè i cosiddetti secchioni si fanno sempre, o quasi, comandare a bacchetta e qui il prof puo fare ben poco sono loro che devono prendersi i maroni in mano e rispondergli a tono..
Infatti il problema è proprio la cooperazione del gruppo e non è colpa del prof se succedono queste cose, anche perchè il prof si aspetterebbe un lavoro costruttivo e non un lavoro del genere.
Giusto. Giustissimo. Ma difficile. Difficile “far lavorare ANCHE gli altri” . Molto più semplice -lavorare PER gli altri- . Eh sì … Certo, dopo c’è l’incazzatura, la rabbia, i discorsi della serie ” no, l’8 tu non lo meriti perchè non hai fatto un cazzo. Io invece … ” Ma è molto più semplice. Ma come fai a dire ,ad imporre ad una persona di fare una determinata cosa ? “Prendi il foglio. Leggi. Sottolinea le cose importanti. Riassumi. ” No. No. e poi No. Ma scherziamo? Io non obbligo proprio nessuno! Siamo già abbastanza grandi per assumerci le nostre responsabilità. Per avere il buon senso di dire — ehi, questo lo faccio io– . di mettersi in gioco, di confrontarsi. E non – come pensa qualcuno- ” fai come loro, non fare nulla anche tu. ” E perchè io dovrei rinunciare , mettiamo, ad un voto tipo 8 , per questa cazzata?
devo dare ragione a questa stronza.