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	<title>tecnologie per l'apprendimento</title>
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		<title>Per un uso efficace di PowerPoint &#8211; spunti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 15:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 

Per un uso efficace di PowerPoint &#8211; spunti
A proposito di uso integrato di parole e immagini, ricordiamo questi tre concetti chiave:
1. doppio canale: la mente ha due canali di apprendimento, quello visivo e quello verbale;
2. capacità limitata: in ogni canale riusciamo a far passare poche informazioni alla volta;
3. elaborazione attiva: chi ascolta ritiene non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=77&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Per un uso efficace di PowerPoint &#8211; spunti</p>
<p>A proposito di uso integrato di parole e immagini, ricordiamo questi tre concetti chiave:<br />
1. <strong>doppio canale:</strong> la mente ha due canali di apprendimento, quello visivo e quello verbale;<br />
2. <strong>capacità limitata:</strong> in ogni canale riusciamo a far passare poche informazioni alla volta;<br />
3. <strong>elaborazione attiva:</strong> chi ascolta ritiene non tutto quello che gli viene proposto,  ma solo quello che gli serve.</p>
<p>Su questa base Atkinson consiglia di scrivere le presentazioni PowerPoint seguendo 4 principi:<br />
1. <strong>principio di segnalazione:</strong> scrivere un titolo chiaro che sintetizzi il contenuto della pagina in ogni pagina;<br />
2. <strong>principio di segmentazione:</strong> se si assimila meglio un concetto alla volta, ogni slide deve essere dedicata a un solo tema;<br />
3. <strong>principio di modulazione:</strong> una slide non è una pagina formato A4 e una slide piena di testo &#8220;chiude&#8221; il canale visivo;<br />
4. <strong>principio di multimedialità:</strong> usare la grafica per tradurre i concetti in immagini e le immagini per fornire suggestioni.&#8221;</p>
<p>Ed ecco alcuni consigli di Luisa Carrada (<a href="http://www.mestieredicrivere.com/">www.mestieredicrivere.com</a>):</p>
<p>1. Come strumento di comunicazione la presentazione non è adatta a tutte le occasioni, ma è ideale quando dovete parlare per presentare un prodotto, un progetto, una strategia che convincano i vostri interlocutori. Perché la presentazione non vive da sola, ma è una freccia in più al vostro arco quando dovete assolutamente colpire l&#8217;obiettivo. I vostri argomenti, i punti di forza, i dati indispensabili per prendere le decisioni li scrivete lì, nero su bianco.</p>
<p>2. Se il vostro obiettivo è convincere, la presentazione power point può essere il migliore strumento per utilizzare al meglio l&#8217;antica ma sempre attualissima <strong>arte della retorica</strong>. Le slide si vedono con una sequenza lineare, dalla prima all&#8217;ultima, e vi permettono di organizzare il vostro discorso secondo la più classica delle scansioni, quella del discorso ciceroniano:</p>
<p><strong>Esordio:</strong> utilizzate la prima e la seconda slide per annunciare ciò di cui parlerete. Un bel titolo, eloquente: non &#8220;Strategie di e-business&#8221;, ma &#8220;L&#8217;e-business + i sistemi legacy: la scelta vincente per il nostro mercato&#8221;,  così chi vi ascolta ha già una piccola anticipazione. Poi l&#8217;indice della presentazione, con i titoli delle slide dalla prima all&#8217;ultima [ndr: siamo sicuri? Un sommario subito, all&#8217;inizio, sa un po&#8217; di rigido, paludato, ufficiale, lungo, noioso&#8230;  (Se proprio, prima di partire, farei vedere la presentazione in modalità sequenza&#8230; e tranquillizzerei la platea sul fatto che non ho intenzione di sciorinare  lo scibile umano). E infine, perché no? anche una bella domanda &#8211; sola, nel mezzo della terza slide -, quella cui darete risposta con la vostra presentazione: &#8220;come offrire i nostri prodotti attraverso Internet?&#8221;</p>
<p><strong>Narrazione:</strong> esponete dati e fatti (analisi del mercato, trend di crescita della vostra azienda, i prodotti che potete offrire online ai clienti, le difficoltà e le opportunità, le strategie della concorrenza).</p>
<p><strong>Argomentazione:</strong> ora prendete posizione ed esponete la vostra idea, il vostro progetto. Analizzate i pro e i contro e fate la vostra proposta.</p>
<p><strong>Conclusione:</strong> tirate le fila e riassumete in una sola slide, in uno slogan finale, il &#8220;succo&#8221; del discorso e il perché della validità della proposta.</p>
<p>3. Una slide di una presentazione power point non deve essere esaustiva come la pagina di un libro, né chiusa e autonoma come una pagina web. E&#8217; piuttosto la traccia del vostro discorso e un aiuto a meglio comprendere e ricordare per chi vi ascolterà.<br />
Non abbiate quindi la pretesa di metterci tutto: distillate i messaggi e i dati più importanti. Sottolineature, interpretazioni, particolari, dettagli e considerazioni in più sono affidati alle vostre capacità oratorie.</p>
<p>4. Quindi: più che veri e propri testi o delle frasi sintatticamente perfette e compiute, <strong>scrivete dei titoli, degli slogan</strong> (ma senza iperboli e aggettivi).<br />
Privilegiate cifre e fatti: quando la presentazione viene stampata e portata via sono loro che restano a testimoniare accuratezza e validità della vostra idea.<br />
Se scrivete troppo, correte inoltre un altro rischio: gli ascoltatori si mettono a leggere riga per riga e non vi ascoltano più. Invece il testo delle slide deve essere una sottolineatura di ciò che state dicendo.</p>
<p>5. Perché questo accada, <strong>dedicate a ogni item, a ogni idea, una sola slide</strong>: il messaggio deve essere ben evidente e leggibile e restare in vista finché non avete esaurito l&#8217;argomento.</p>
<p>6. Oltre al titolo, non scrivete quindi più di 6 righe su ogni slide e <strong>servitevi il più possibile di liste puntate o numerate</strong> (<strong>senza però i bruttissimi punti e virgola</strong> alla fine di ogni riga: già sono inutili sui documenti cartacei, sulle slide sono tutti elementi di disturbo in più).</p>
<p>7. Andate all&#8217;essenziale, anzi all&#8217;osso. Eliminate avverbi ed aggettivi: le sfumature qualitative le darete con le vostre parole e con il tono di voce.<br />
Fatevi piuttosto aiutare dai <strong>simboli</strong>: niente è meglio di una bella freccia per esprimere il rapporto causa-effetto, e così per i simboli &#8220;maggiore&#8221; o &#8220;minore&#8221;</p>
<p>8. <strong>Siate parchi anche con i font:</strong> sceglietene due per tutta la presentazione, uno per i titoli e uno per il testo.<br />
<strong>Non scrivete con un corpo troppo piccolo</strong>: ogni parola si deve poter leggere anche dall&#8217;ultima fila di una sala affollata.<br />
<strong>Evitate le parole scritte tutte in maiuscolo</strong>, <strong>limitate il corsivo</strong> e soprattutto <strong>eliminate le sottolineature</strong>, che rendono il testo difficile da leggere a distanza.<br />
La combinazione cromatica più efficace è fondo blu con scritte gialle o bianche, sempre però che scriviate poco</p>
<p>9. Usate il più possibile grafici e tabelle, ma con titoli esplicativi e con legende chiare, senza troppe abbreviazioni incomprensibili.</p>
<p>10. Non date mai la stampa della presentazione &#8220;prima&#8221;: tutti si metteranno a sfogliarla con una bella caduta dell&#8217;attenzione mentre parlate &#8230; ma informate subito che la darete &#8220;dopo&#8221;, così nessuno si precipiterà a prendere appunti con ritmi forsennati. E dopo, fornite ai vostri interlocutori anche dei materiali in più: per esempio la stampa della presentazione nella versione con le note, ovvero il vostro discorso in breve, ma con tutte le argomentazioni e i passaggi logici.</p>
<p>Da fare:</p>
<ul class="unIndentedList">
<li><strong>Frasi brevi, che occupano al massimo 4 righe per slide</strong>. Se le righe sono meno di quattro, tanto meglio.</li>
<li><strong>Titoli &#8220;parlanti&#8221;</strong>, che cambiano al cambiare dell&#8217;argomento, magari scritti in corpo più piccolo in alto nella pagina. Occorre anche pensare che la slide, una volta stampata, potrebbe avere vita propria, cioè essere letta da sola. Quindi il titolo corrente aiuta la comprensione.</li>
<li><strong>Uso di immagini e grafici.</strong> Non tanto per abbellire, perché le slide sono strumenti di lavoro che devono restare scarni e sobri, quanto per sintetizzare un concetto o una serie di dati. Se inserite grafici, a torta, colonna o di qualsiasi tipo, attenzione a non moltiplicare le etichette e a non fare una legenda con scritte troppo piccole. Ricordatevi sempre che la slide si osserva da una certa distanza!</li>
<li><strong>Uso di simboli</strong> come frecce, diagrammi di flusso, più, meno eccetera. Aiutano a risparmiare sulle parole e rendono tutto più evidente con un solo colpo d&#8217;occhio, che dovrebbe essere l&#8217;obiettivo di tutte le slide.</li>
<li><strong>Liste puntate e numerate</strong>. Aiutano a mettere in ordine concetti e dati, si scorrono più velocemente di un paragrafo di testo. Evitare di chiudere ogni frase della lista con il punto e virgola: appesantisce l&#8217;aspetto del testo e non serve a niente. Occorre pensare alla slide come a un manifesto o una t-shirt, più che come una pagina di testo classica.</li>
</ul>
<p>Da evitare:</p>
<ul class="unIndentedList">
<li><strong>Effetti sonori, animazioni</strong>. Ormai il PowerPoint mette a disposizione una sfilza inesauribile di combinazioni tra effetti sonori e visivi. Però la maggior parte delle persone li conosce già, sa come si ottengono e la sorpresa non c&#8217;è più. Difficilmente otterrete un <em>ooohh</em> al suono della macchina da scrivere o all&#8217;ennesima &#8220;veneziana&#8221; che sfuma sul testo. Piuttosto tutto questo distrae e rende la presentazione un piccolo circo. Lasciamo stare. Saranno sufficienti una dissolvenza leggera, una transizione non troppo veloce da una slide all&#8217;altra, un piccolo <em>clic</em>. L&#8217;obiettivo è sempre la sobrietà e soprattutto, comunicare al meglio i vostri contenuti.<strong>Troppi colori</strong>, sfumature fantasiose, fondi lavorati eccetera. Basterà scegliere due colori, uno per lo sfondo e uno per il testo. La combinazione che si legge meglio, è sperimentato, è lo sfondo blu con le scritte gialle o bianche. Comunque i colori non dovrebbero essere della stessa gamma, ma a contrasto. Benissimo anche lo sfondo bianco con il logo dell&#8217;azienda in alto a destra.<strong>Troppi font</strong>. Scegliamone uno, al massimo due, ad esempio uno per il titolo e uno per il testo centrale. Meglio usare quelli più conosciuti e sperimentati, considerando che le &#8220;grazie&#8221; cioè gli apici dei caratteri tipo il Times New Roman rendono la lettura un po&#8217; più difficile. Quindi sarebbero preferibili i &#8220;bastoni&#8221;, cioè i font senza grazie, come l&#8217;Arial o il Verdana.<strong>Troppi concetti.</strong> Ogni slide dovrebbe contenere un solo concetto forte. Meglio parlare a lungo per approfondire, tenendo alle spalle la stessa slide con un concetto chiave, piuttosto che tenere una slide piena di concetti e doverli spiegare uno ad uno. Si corre anche il rischio di spiegare magari il primo, mentre qualcuno dell&#8217;uditorio sta leggendo il secondo o il quarto&#8230;<strong>Caratteri piccoli. </strong>Figlia dell&#8217;errore descritto nel punto precedente è la cattiva abitudine di scrivere il testo in caratteri piccoli, magari riempiendo la pagina fino in fondo. Ognuno, anche dall&#8217;ultima fila, deve poter leggere bene i vostri contenuti. Quindi: caratteri belli grandi e inseriti nella parte centrale della pagina.</li>
<li></li>
<li></li>
<li></li>
<li></li>
</ul>
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		<title>Barbari insegnanti?</title>
		<link>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2009/03/19/barbari-insegnanti/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 09:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[barbari digitali]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati digitali]]></category>
		<category><![CDATA[nativi analogici]]></category>
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		<description><![CDATA[In classe &#8211; 2G &#8211; abbiamo aperto la discussione sul confronto fra i barbari digitali e i &#8220;romani&#8221; analogici. Che cosa sbagliano gli insegnanti (romani) nel loro rapporo (educativo?) con i barbari digitali?
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=76&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In classe &#8211; 2G &#8211; abbiamo aperto la discussione sul confronto fra i barbari digitali e i &#8220;romani&#8221; analogici. Che cosa sbagliano gli insegnanti (romani) nel loro rapporo (educativo?) con i barbari digitali?</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/76/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=76&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Okkio!!!</title>
		<link>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2009/02/03/okkio/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 21:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tecnologieeducative.wordpress.com/?p=73</guid>
		<description><![CDATA[(fonte: La Repubblica di Milano 28 gennaio 2009)
Autogoverno: pensarci bene prima di pubblicare propri dati personali (soprattutto nome, indirizzo, numero di telefono) in un profilo-utente. Uso consapevole: ricordarsi che immagini e informazioni possono riemergere, complici i motori di ricerca, a distanza di anni.
Rispettare i terzi: astenersi dal pubblicare informazioni personali e foto relative ad altri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=73&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>(fonte: La Repubblica di Milano 28 gennaio 2009)</p>
<p><strong>Autogoverno:</strong> pensarci bene prima di pubblicare propri dati personali (soprattutto nome, indirizzo, numero di telefono) in un profilo-utente. <strong>Uso consapevole:</strong> ricordarsi che immagini e informazioni possono riemergere, complici i motori di ricerca, a distanza di anni.</p>
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<p><strong>Login e password:</strong> usare login e password diversi da quelli usati su altri siti web (per esempio la posta elettronica e per la gestione del conto corrente bancario).</p>
<p><strong>Essere informati:</strong> informarsi bene su chi gestisce il servizio e quali garanzie dà rispetto al trattamento dei dati personali. Usare impostazioni orientate alla privacy, limitando al massimo la disponibilità di informazioni, soprattutto rispetto alla reperibilità dei dati da parte dei motori di ricerca.</p>
<p>Inoltre, per i più giovani (fonte: ZeusNews, 29 gennaio 2009): «Chi seguirà queste semplici regole &#8211; dice il Garante &#8211; non rischierà di vedersi rifiutato un lavoro a causa di ciò che ingenuamente ha scritto su Facebook (pratica ammessa dal 35% delle aziende intervistate nel corso di una ricerca pubblicata sempre in occasione della Giornata della Privacy), né dovrà fare i salti mortali per cancellare quelle informazioni che non desidera siano più disponibili. Secondo una ricerca inglese ci sarebbero ben quattro milioni e mezzo di ragazzi tra i 14 e i 21 anni che “rischiano di subire ripercussioni negative sul proprio futuro lavorativo determinato dalle tracce lasciate in Internet”, ha affermato Mauro Paissan, componente dell’Autorità Garante.</p>
<p>Quindi, massima attenzione su quello che si scrive, anche perché le mode passano». Le mode passano, ma i dati restano sui server di Facebook.</p>
<p>(tratto dal bel blog di <a class="aligncenter" href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2009/01/30/vita-da-facebook-4-consigli-per-la-privacy/" target="_blank">Giovanna Cosenza</a>)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/73/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=73&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Non esiste l&#8217;uomo solo&#8230;</title>
		<link>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2009/01/26/non-esiste-luomo-solo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Copioincollo dal bel sito http://woodle.it/bloglearning/ 
Segnalo a chi fosse interessato che è disponibile in rete un breve scritto postumo di Franco Carlini. Il testo resterà accessibile a tutti solo per pochi giorni per cui chi è interessato deve scaricarselo e conservarlo sul suo PC. Si tratta di appunti su temi che non ha fatto in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=72&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Copioincollo dal bel sito http://woodle.it/bloglearning/ </p>
<p>Segnalo a chi fosse interessato che è disponibile in rete un breve scritto postumo di Franco Carlini. Il testo resterà accessibile a tutti solo per pochi giorni per cui chi è interessato deve scaricarselo e conservarlo sul suo PC. Si tratta di appunti su temi che non ha fatto in tempo a sviluppare ma che toccano temi essenziali nella nostra epoca. L’articolo si intitola “Dieci tesi sull’economia della conoscenza “ ed è disponibile qui.</p>
<p>Cito due di quelle dieci tesi, perché penso che colgano chiaramente la radice di un problema cruciale:</p>
<p>4. Per molti la cooperazione è un mistero, persino un errore dal punto di vista dell’utilitarismo e delle versioni volgari del darwinismo. Invece non c’è nulla di misterioso perché essa è il fondamento di ogni sistema complesso. Diversi modelli sono stati proposti per spiegare l’insorgere e il perpetuarsi della cooperazione nelle società umane.</p>
<p>5. L’utilitarismo per almeno due secoli è apparso come la spiegazione dei comportamenti individuali e insieme come un manifesto programmatico per la società e per l’economia, trovando supporto anche nel darwinismo. Esso presenta sia aspetti descrittivi (del comportamento individuale) che filosofici (sulla natura dell’uomo) che anche prescrittivi-programmatici. Nel tentativo di mantenergli uno status culturalmente egemone, si è tentato senza molto successo, di ricomprendere in esso anche la cooperazione e l’altruismo.</p>
<p>I modelli culturali sono strutture mentali collettive inconsce e hanno una forza straordinaria. Chi nasce e cresce in una cultura che stabilisce che gli esseri umani sono “individui” e non “gruppo” assorbe così profondamente questa idea che non riesce neppure a percepire le più clamorose evidenze dei fatti che contrastano con questa idea.</p>
<p>E’ del tutto evidente infatti che non è mai esistito sulla faccia della terra un essere umano “solo” , senza un gruppo attorno in forma di famiglia, tribù, società, per il banale motivo che nessun bambino da solo può sopravvivere a lungo (e neppure essere concepito). Nonostante l’assoluta evidenza di questo stato di cose siamo talmente imbevuti di cultura individualista che sentiamo il bisogno di “spiegarle” in modi fantasiosi e contorti quando invece sarebbe più opportuno tentare di spiegare gli sforzi che facciamo per esaltare il più possibile l’individualismo, visto che lo status naturale degli esseri umani è uno status intrinsecamente sociale.</p>
<p>Il fatto che la rete faciliti le connessioni tra individui e gruppi funzioni spesso come base per cooperazioni spontanee motivate da una comunanza di interessi tra persone che altrimenti non avrebbero saputo come realizzarle è stata la grande sorpresa degli ultimi anni e non l’abbiamo ancora capita.</p>
<p>Provare per credere</p>
<p>I lettori di questo blog non ci crederanno ma giuro che la maggior parte delle persone normali (non geek  ) che io conosco non ha la minima idea di come funziona Wikipedia. Credono tutti che sia la versione gratuita di una enciclopedia normale. E non hanno la coda.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/72/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=72&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Auri ha ragione, ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento fra pari]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative learning]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho lanciato il sasso, ed ora non voglio nascondere la mano, anche se il tempo è poco&#8230;
Il fatto di aver dato un po&#8217; di ragione ad Auri non significa che non creda in assoluto nel lavoro di gruppo. Del resto per anni &#8211; sia come insegnante che come formatore &#8211; ho decantato le taumaturgiche proprietà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=71&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho lanciato il sasso, ed ora non voglio nascondere la mano, anche se il tempo è poco&#8230;<br />
Il fatto di aver dato un po&#8217; di ragione ad Auri non significa che non creda in assoluto nel lavoro di gruppo. Del resto per anni &#8211; sia come insegnante che come formatore &#8211; ho decantato le taumaturgiche proprietà del cooperative learning. E credo che nessun addetto ai lavori ignori che la fonte di apprendimento principale dei ragazzi è rappresentata dai ragazzi stessi (apprendimento fra pari, reciprocal teaching, dinamiche di gruppo, atteggiamenti da branco&#8230;). E credo, ancora, che nessun addetto ai lavori ignori che nel futuro lavorativo dei nostri ragazzi ci sta la capacità di lavorare in team. Dunque, ancora una volta, il problema non è il COSA si fa (il lavoro di gruppo è utile, è auspicabile e può essere efficace ed efficiente), ma il COME si fa (occorre pensarlo bene, organizzarlo bene, monitorarlo bene, valutarlo bene&#8230;). Un po&#8217; il discorso che vado facendo da tempo sulle nuove tecnologie: piuttosto di usare malino le nuove tecnologie, meglio usare benino la biro, il gesso e la parola. Piuttosto che usare malino le strategie cooperative, meglio usare benino le strategie individualiste. Ciò non toglie, però, che un buon lavoro di gruppo è (sarebbe) utile sia per i gregari (che apprendono per imitazione) che per i leader (che imparano a governare il team). Tutti noi ammiriamo Maradona o Kaka, ma a vincere è sempre la squadra. Un buon leader, cara Auri, non è quello che lavora ANCHE PER gli altri, ma quello che fa lavorare ANCHE gli altri (e questo vale anche per il prof., soprattutto per quei prof &#8211; come il sottoscritto &#8211; che vorrebbero gestire la classe come una squadra e la scuola come un campionato.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/71/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=71&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cooperative learning?</title>
		<link>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2009/01/26/prova/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo, copio, incollo&#8230; dal blog di Auri
&#8220;I Lavori Di Gruppo Sono  Una Grandissima Stronzata.
Perché di cooperativo non c’è proprio un bel  niente.
Perché non ci vedo niente di educativo nel gruppo che fa lavorare  solo uno, ovviamente il solito coglione. Il coglione che fa prendere 8 a tutti i  cazzoni che si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=68&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:center;"><span style="color:#6600cc;font-style:italic;">Leggo, copio, incollo&#8230; dal </span><a href="http://billieauri.splinder.com/">blog di Auri<img class="snap_preview_icon" style="border:0 none;background-position:-1128px 0;min-width:0;display:inline;font-weight:normal;min-height:0;left:auto;float:none;background-image:url('http://i.ixnp.com/images/v3.64/theme/silver/palette.gif');visibility:visible;max-width:2000px;vertical-align:top;width:14px;max-height:2000px;line-height:normal;background-repeat:no-repeat;font-style:normal;font-family:'trebuchet ms',arial,helvetica,sans-serif;position:static;top:auto;height:12px;background-color:transparent;text-decoration:none;margin:0;padding:1px 0 0;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.64/t.gif" alt="" /></a></p>
<p>&#8220;I Lavori Di Gruppo Sono  Una Grandissima Stronzata.<br />
Perché di cooperativo non c’è proprio un bel  niente.<br />
Perché non ci vedo niente di educativo nel gruppo che fa lavorare  solo uno, ovviamente il solito coglione. Il coglione che fa prendere 8 a tutti i  cazzoni che si sono fatti trovare il lavoro pronto.<br />
Il lavoro di gruppo è  inutile e fa perdere tempo.<br />
E mi fa incazzare. Perché non è giusto che IO sia  messa alla pari con gente che non ha alzato un dito. Mi Fa Proprio  Incazzare.<br />
Ma non puoi dire al prof “guardi..ho lavorato SOLO io”. No. Anche  se ci starebbe. Ma non puoi. Perché alla fine sono tuoi compagni e ci vogliamo  tutti bene, bacini, bacioni, tvtttb e amike 4ever.<br />
Ma Vaffanculo.<br />
E prego  Dio che nessun’altro prof, con un briciolo di testa, ci faccia più fare lavori  di GruppO perché in tal caso mi rifiuterei. Perché va bene fare la cogliona per  3 anni, ma per i prossimi 2 vorrei non farla.<br />
Il lavoro di gruppo è una  grandissima  minchiata.<br />
Cazzo.&#8221;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Io  sono uno dei prof. che ha fatto fare ad Auri&#8230; i lavori di gruppo&#8230;<br />
[e che  pensa che un po' Auri abbia ragione]<br />
o  no?<br />
&#8230;..<br />
&#8230;<br />
..<br />
.</p></div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/68/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=68&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Nativi, questi sconosciuti&#8230;</title>
		<link>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2008/10/08/nativi-questi-sconosciuti-2/</link>
		<comments>http://tecnologieeducative.wordpress.com/2008/10/08/nativi-questi-sconosciuti-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 20:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tecnologieeducative.wordpress.com/?p=65</guid>
		<description><![CDATA[Rubo un bel pezzo da un utile post di un buon sito:
“Chiunque sia entrato di recente in una classe, ha conosciuto il tipo di nativi di cui si parla in questo articolo. Si tratta dei cosiddetti &#8220;natives&#8221; (Prensky 2001), ovvero quei ragazzi nati a partire dagli anni &#8216;80, cresciuti in mezzo a personal computer e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=65&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://www.agatimario.it/ragazzi/sd3.jpg"><img title="ragazzi" src="http://www.agatimario.it/ragazzi/sd3.jpg" alt="ragazzi" width="280" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">ragazzi</p></div>
<p><span style="font-size:130%;color:#333399;">Rubo un bel pezzo da un utile post di <a href="http://nuoviabitanti.blogspot.com/">un buon sito<img class="snap_preview_icon" style="border:0 none;max-height:2000px;max-width:2000px;min-width:0;min-height:0;font-style:normal;font-weight:normal;font-family:&quot;position:static;left:auto;top:auto;line-height:normal;background-image:url(http://i.ixnp.com/images/v3.50.1/theme/silver/palette.gif);background-color:transparent;visibility:visible;width:14px;height:12px;background-position:-1128px 0;background-repeat:no-repeat;text-decoration:none;vertical-align:top;display:inline;margin:0!important;padding:1px 0 0;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.50.1/t.gif" alt="" /></a>:</span></p>
<p><span style="font-style:italic;color:#663366;">“Chiunque sia entrato di recente in una classe, ha conosciuto il tipo di nativi di cui si parla in questo articolo. Si tratta dei cosiddetti &#8220;natives&#8221; (Prensky 2001), ovvero quei ragazzi nati a partire dagli anni &#8216;80, cresciuti in mezzo a personal computer e Internet: la prima generazione di giovani socializzati all&#8217;uso di una tecnologia da una generazione di adulti che non ha avuto il tempo di comprendere pienamente le logiche di questi nuovi media (Jenkins 2006).</span></p>
<p><span style="font-style:italic;color:#663366;">Anche questo non può essere sfuggito a chi abbia frequentato di recente le classi di una qualsiasi scuola. Mentre gli adulti hanno fatto esperienza dello spazio geografico dove per spostarsi da un punto all’altro serve tempo e le distanze si misurano in kilometri, i nativi sembrano avere sviluppato la capacità di muoversi con altrettanto agio nello spazio mediato di rete. Uno spazio che, per essere attraversato, non richiede tempo e in cui le distanze non si misurano in kilometri, ma in nodi della rete sociale che bisogna percorrere di link in link per raggiungere la propria meta. Lo spazio mediato di rete non sostituisce per i nativi lo spazio geografico, ma vi si affianca come una nuova dimensione. Una dimensione fatta di bit e non di atomi. Anzi, una dimensione fatta di comunicazione. Una rete di conversazioni che si fanno permanenti, replicabili, ricercabili e spesso rivolte a un pubblico indistinto (Boyd 2007). Conversazioni permanenti nel tempo, come un messaggio scritto su un post-it, un libro o un post su un blog. Replicabili come qualsiasi contenuto digitale soggetto all’inesorabile legge del copia/incolla e ricercabili con Google. Rivolte (o almeno esposte) a un pubblico indistinto, come un articolo di un quotidiano, un romanzo o il proprio profilo di MySpace.</span></p>
<p><span style="font-style:italic;color:#663366;">Oggi lo spazio in cui i nativi digitali passano il loro tempo è questo: si muovono con disinvoltura fra lo spazio geografico dei loro genitori e quello mediato di rete. In questo ambiente ibrido socializzano, fanno esperienze, giocano, apprendono…”</span></p>
<p><span style="font-size:130%;">Chiunque sia entrato di recente in una classe ha conosciuto… Già!</span></p>
<p>Io conosco tanti, ma tanti colleghi che entrano tutti i giorni nelle classi, che hanno tutti i giorni a che fare con i nativi… senza accorgersi di avere a che fare con i nativi!</p>
<p>E tu?</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/65/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=65&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inconsapevole leggerezza dei nativi digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
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In questi primi giorni di scuola ho fatto le mie solite statistiche sull’uso delle ex nuove tecnologie delle primine (insegno in 4 classi prime). Vi risparmio tabelle e numeri che disegnano un quadro apparentemente roseo: praticamente tutti i ragazzi possiedono un computer, quasi tutti hanno accesso alla rete (i pochissimi che non hanno il collegamento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=58&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" title="nativi" src="http://www.agatimario.it/smool/smool_30/1_mettiti_nei_miei_panni_5.jpg" alt="" width="300" height="382" /></p>
<p>In questi primi giorni di scuola ho fatto <span style="font-weight:bold;">le mie solite statistiche sull’uso delle ex nuove tecnologie</span> delle primine (insegno in 4 classi prime). Vi risparmio tabelle e numeri che disegnano un quadro apparentemente roseo: praticamente <span style="font-weight:bold;">tutti i ragazzi possiedono un computer</span>, quasi <span style="font-weight:bold;">tutti hanno accesso alla rete</span> (i pochissimi che non hanno il collegamento domestico, dichiarano comunque di non aver problemi ad accedere alla rete dalla postazione di un amico, di un parente, di un centro…), tutti sanno bene o male smanettare fra link e finestre.</p>
<p>Divertente poi l’episodio a cui ho assistito il primo giorno: in fase di accoglienza le primine (tutte femmine) dovevano presentarsi e – oltre ai soliti microdati anagrafici – dovevano raccontarci quali sono le tre cose per le quali vale la pena di vivere. Ebbene: oltre alle solite ovvietà (famiglia, amici…) e alle immancabili amenità (nutella, moroso, cavallo…) uno dei valori esistenziali più gettonato è risultato il computer.</p>
<p>Proprio così: <span style="font-weight:bold;">parecchie mocciose hanno affermato che vale la pena di vivere per la famiglia, gli amici e… il computer!!!</span> (quando ci vogliono, ci vogliono!!!)</p>
<p>Non potevo certo starmene quieto e così ho iniziato a interloquire con questo inatteso popolo di adoranti digitali. Sono bastate un paio di domande per scoprire che per tutte queste ragazze usavano il termine <span style="font-weight:bold;">«computer» come sinonimo di «messenger»</span>.</p>
<p>Le ragazze non vivono dunque per il computer, ma per <span style="font-weight:bold;font-style:italic;">messenger</span>, il prolungamento del chiacchiericcio da corridoio e cellulare con altro mezzo.</p>
<p>Ho provato a volgere l’evento in positivo:</p>
<p>- Bene ragazze: visto che avete quasi tutti l’e-mail, possiamo iniziare a…</p>
<p>Alzata generale di mani: quasi tutte – comprese le apparenti adepte del dio digitale – hanno protestato affermando di non avere la posta elettronica.</p>
<p>Perfetto: hanno <span style="font-weight:bold;">messenger</span>, quindi hanno un account <span style="font-weight:bold;">hotmail</span>, quindi hanno una <span style="font-weight:bold;">mail</span>… ma non lo sanno!</p>
<p><span style="font-weight:bold;">E quante altre cose non sanno della loro religione?</span></p>
<p>È bastata una sedutina in laboratorio per scoprirlo: <span style="font-weight:bold;">tutte sanno googlare</span>, ma nessuna sa a che cosa serve la barra degli indirizzi di un browser (e, naturalmente nessuna sa cos’è un browser), quasi tutte sanno copiare un URL (per “incollare” la foto nel mio space!!!), ma nessuna sa cos’è; tutte vanno in rete, ma nessuna sa cos’è; tutte usano wikipedia, ma…</p>
<p>Tutte vivono, ma non sanno veramente perché.</p>
<p>(non sarà il caso che i <span style="font-weight:bold;">non nativi digitali</span> insegnino ai <span style="font-weight:bold;">nativi digitali </span>cosa vuol dire essere nativi digitali?)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=58&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>web 2.0</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 20:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><object type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' data='http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?id=554834&#038;doc=101-free-learning-tools-1218715873332915-8' width='425' height='348'><param name='movie' value='http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?id=554834&#038;doc=101-free-learning-tools-1218715873332915-8' /><param name='allowFullScreen' value='true' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /></object></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/54/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=54&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Per nonna papera</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 21:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agati</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento cooperativo]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8230;altro che banchettini allineati e coperti dentro infilate di aule allineate e coperte&#8230;
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=52&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://tecnologieeducative.wordpress.com/2008/07/10/per-nonna-papera/"><img src="http://img.youtube.com/vi/2yCB4i7GJuM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>&#8230;altro che banchettini allineati e coperti dentro infilate di aule allineate e coperte&#8230;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/tecnologieeducative.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/tecnologieeducative.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/tecnologieeducative.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/tecnologieeducative.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/tecnologieeducative.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/tecnologieeducative.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tecnologieeducative.wordpress.com&blog=1211845&post=52&subd=tecnologieeducative&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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