Da sempre l’uomo è affascinato dall’affabulazione: ha bisogno di storie, di narrazioni, del confronto con le esperienze e le fantasie degli altri uomini.
Jerome Bruner – esponente di spicco della scuola di psicologia culturale americana – nel testo Cultura dell’educazione. Nuovi orizzonti per la scuola. propone una interessante riflessione su questo tema.
Scrive Bruner: «Sembra che ci siano due modi principali in cui gli esseri umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del mondo, anzi strutturano la loro esperienza immediata: uno pare essere più specializzato per parlare di “cose” fisiche, l’altro per trattare delle persone e delle loro condizioni. Queste due forme di pensiero sono convenzionalmente note come pensiero logico-scientifico e pensiero narrativo. La loro universalità suggerisce che affondino le radici nel genoma umano o che siano dei dati della natura del linguaggio. Si esprimono in modi diversi nelle diverse culture, che li coltivano anche diversamente. Non esiste una cultura che sia priva di entrambi, anche se alcune ne privilegiano uno rispetto all’altro.
E’ consuetudine della maggior parte delle scuole trattare le arti narrative – la canzone, il dramma, il romanzo, il teatro e via dicendo – come qualcosa di più “decorativo” che necessario, qualcosa con cui rendere piacevole il tempo libero, a volte anche come qualcosa di moralmente esemplare. Ciò non toglie che noi costruiamo l’analisi delle nostre origini culturali e delle credenze che ci sono più care sotto forma di storia, e non è solo il “contenuto” di queste storie ad affascinarci, ma anche l’abilità con cui vengono narrate. Anche la nostra esperienza immediata, quello che ci è successo ieri o l’altro ieri, la esprimiamo sotto forma di racconto. Cosa ancora più significativa, rappresentiamo la nostra vita (a noi stessi e agli altri) sotto forma di narrazione.
[...] Appare evidente allora che la competenza nella costruzione e nella comprensione di racconti è essenziale per la costruzione della nostra vita e per crearci un “posto” nel mondo possibile che incontreremo.
Esiste da sempre il tacito assunto che l’abilità narrativa sia un dono “naturale”, che non debba essere insegnata. Ma a una considerazione più attenta si scopre che le cose non stanno così. Oggi sappiamo per esempio che attraversa degli stadi definiti, che in certi tipi di lesione cerebrale risulta gravemente compromessa, che rende poco in situazioni di stress, che in una comunità sociale è realistica, mentre in un’altra vicina, con una diversa tradizione, diventa fantastica. [...]
Nessuno di noi sa tutto quello che si dovrebbe sapere su come si può intervenire per creare una sensibilità narrativa.
Esistono due luoghi comuni che sembrano aver superato la prova del tempo. Il primo è che un bambino (o una bambina) deve conoscere, avere dimestichezza con i miti, le storie, le fiabe popolari, i racconti tradizionali della sua cultura (o delle sue culture). Sono quelli che strutturano e nutrono un’identità.
Il secondo luogo comune è che l’invenzione narrativa stimola l’immaginazione. Trovare un posto nel mondo, per quanto implichi l’immediatezza di una casa, di un compagno o di una compagna, di un lavoro e di amici, è in ultima analisi un atto di immaginazione. [...]
Naturalmente, se la narrazione deve diventare uno strumento della mente capace di creare significato, richiede del lavoro da parte nostra: leggerla, farla, analizzarla, capirne il mestiere, l’utilità, discuterla. [... ]
Un sistema educativo deve aiutare chi cresce in una cultura a trovare un’identità al suo interno. Se quest’identità manca, l’individuo incespica nell’inseguimento di un significato. Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata».
Cosa ne pensi di queste idee di Bruner?
Ritieni corretto che la scuola permetta ai ragazzi di misurarsi con la narrazione? Perché?


![UT 3, 4 & The Milky Way [video] UT 3, 4 & The Milky Way [video]](http://static.flickr.com/2633/4135738280_d16c9dd389_t.jpg)
Commenti Recenti