Storia di aspirapolveri, tablet e pappardelle

Io ero uno di quei bravi maschietti che si davano da fare (anche) in casa. Tiravo di tanto in tanto l’aspirapolvere, appaiavo le calze, talvolta cucinavo, annaffiavo i gerani, dipingevo pareti, montavo mobili, sturavo lavandini, sistemavo gli impianti elettrici, aggiustavo tapparelle, riparavo gli elettrodomestici…

Poi mi sono riempito la vita in altro modo e non ho più tempo per i ciappini di casa. E così mia moglie mi sassa ogni giorno con le camere che sono da pittare, e i rubinetti che perdono, e le porte che cigolano, e la lavastoviglie che non funziona, e l’aspirapolvere che s’accende a intermittenza… E visto che io non sono più ligio al dovere casalingo, propone ad ogni passo di chiamare l’imbianchino, e l’idraulico, e di comperare la lavastoviglie nuova e…
Ma io – in questo un po’ scozzese – resisto con un muro di politiche promesse: non ti preoccupare, tesoro, domani, o posdomani, o la prossima settimana, o la prossima estate…

Questa mattina l’ho vista trafficare con l’Ipad: stava confrontando i prezzi dei meglio aspirapolvere che ci sono sul mercato. E me li snocciola quasi ridendo. Trattengo il fiato e anche qualcos’altro. Poi corro a smontare l’aspirapolvere acciaccato. Rimetto a posto la guarnizione, pulisco il filtro, sostituisco la spina e in meno di mezzora la creatura torna a respirare a pieni watt.

Mia moglie sorride mentre smanetta ancora con l’Ipad: questa volta sta guardando gli ultimi modelli di ariane lavastoviglie. Mi precipito in cucina. Sposto la lavastoviglie, la apro, la corico, la studio, la provo… e mi arrendo. Capisco che in effetti è giunta ahimè al fin della sua vita. Va bene, amore – dico – dopopranzo andiamo a MediaWorld.

Vado finalmente a lavarmi e mi preparo per andare in piazza quando mi scappa ancora l’occhio su Fiorenza che ha gli occhi ancora nell’Ipad. Mi sale la pressione e mi scende un po’ di bile. M’avvicino bieco al pericoloso duo pronto a sfogare tutta la mia educazione da bar sport e da balera. Ma per fortuna lo sguardo s’incolla al poetico titolo della schermata luminosa: pappardelle con funghi porcini e bresaola.

Riprendo fiato. Sorrido dentro me. La bacio sui capelli. E m’incammino leggero verso il centro del paese pensando al vino da abbinare.

tablet_girl

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